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Trend del vino: bio e biodinamico

Secondo Wine Trade Monitor 2019, nei prossimi due anni si affermerà sempre di più il mercato dei vini bio e biodiniamici. Attenzione alle nuove realtà, come Australia e Cile. Italia leader nei vini amati dai giovani.

I protagonisti incontrastati del mercato internazionale nei prossimi due anni saranno loro, i vini bio e biodiniamici: questi i risultati dell’indagine “Wine Trade Monitor 2019“, condotta dall’agenzia specializzata nel food & drink Sopexa in collaborazione con Wine in Paris. L’analisi, condotta intervistando ben 984 operatori del settore, tra, distributori, importatori, grossisti e retailers, ha preso in considerazione i principali mercati mondiali per le importazioni di vino in volume: a Belgio, Cina, Hong Kong, Giappone, e Stati Uniti – già esaminati negli anni precedenti –  si sono aggiunti, quest’anno, anche Germania e Regno Unito per avere una panorama ancora più ampia e dettagliata.

Per il 42% degli intervistati i vini bio e biodiniamici saranno i prodotti di punta, soprattutto in mercati come UK e USA, superando addirittura i vini regionali (28%) – la Cina è l’unica a mettere in discussione tale trend. È interessante, inoltre, sottolineare alcuni dati legati alla Brexit: risultati del sondaggio, infatti, concordano che saranno soprattutto i Paesi produttori di vino al di fuori dell’Europa a beneficiare dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Il 53% degli intervistati nel Regno Unito, ad esempio, prevede una buona crescita per i vini cileni, il 45% per i vini australiani e il 40% per i vini argentini. Anche la Cina scommette sull’Australia; seguono Cile e Italia.

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